Il sentiero glaciologico Luigi Marson nasce nel 1996 da un’iniziativa del Servizio Glaciologico Lombardo (SGL) per avvicinare il grande pubblico agli ambienti glaciali del gruppo del Bernina, unico “quattromila” delle Alpi Centrali. L’obiettivo focale è avvicinare consapevolmente escursionisti, visitatori e turisti alle peculiarità dell’ambiente glaciale. Il sentiero è costituito da tre percorsi, che partono dal rifugio Bignami (2385 m) e sono alla portata di qualsiasi escursionista che abbia famigliarità con l’ambiente di alta montagna.
La testata della vallata, in cui si sviluppa il sentiero, è costituita da numerose cime che sfiorando i 4000 m di altitudine quali i Pizzi Argient e Zupò, i Bellavista e le tre cime del Palù. Grazie alla quota elevata delle vette di testata gli accumuli nevosi si conservano, garantendo la vitalità degli apparati glaciali. Uno dei luoghi di maggior rilevanza è l’Altopiano di Fellaria, posto a 3550 m, dove la neve riesce a conservarsi per tutta l’estate garantendo la formazione continua di nuovo ghiaccio.
Da questa zona più elevata scendono tre grandi flussi di ghiaccio. Il primo forma la Vadret da Palù, che attualmente si esaurisce in un lago di neoformazione a circa 2600 m di quota. Il secondo flusso scorre verso sud est, andando a formare l’imponente e tormentata colata orientale del Fellaria, interrotta da una barra rocciosa che spezza in due il flusso di ghiaccio dando vita ad una spettacolare falesia di ghiaccio particolarmente attiva. Anche questa lingua si esaurisce in un lago di neoformazione a circa 2560 m. Dal Passo dei Sassi Rossi verso ovest si sviluppa invece la colata occidentale del Fellaria che, un tempo, era alimentata da numerosi piccoli bacini secondari, oggi in rapido disfacimento.















