Sentiero Glaciologico

“Vittorio Sella”

Un viaggio alla scoperta del Ghiacciaio del Ventina

1.965 mt.

Alpe Ventina

390 mt.

Dislivello

2,6 km.

Lunghezza

1 ora e mezza

Percorrenza

EE

Difficoltà

Vittorio Sella

Fotografo e Alpinista - Nato a Biella nel 1859 ereditò la passione della montagna dallo zio Quintino Sella, fondatore del Club Alpino Italiano. Molte delle sue fotografie ritraevano montagne di cui non esistevano precedenti rappresentazioni, ed hanno quindi sia valore artistico che valore storico; ad esempio, sono state utilizzate per misurare la ritirata dei ghiacciai.

Il sentiero glaciologico Vittorio Sella nasce da un’iniziativa del Servizio Glaciologico Lombardo (SGL) nel 1992 per avvicinare gli escursionisti agli ambienti glaciali e dell’alta quota.

Percorrendo il sentiero, appena rinnovato con nuovi cartelli esplicativi, l’escursionista potrà osservare tutte le forme geomorfologiche del modellamento glaciale come ad esempio le morene deposte in epoca storica dal ghiacciaio nei periodi di massima espansione, le rocce montonate ed infine le più recenti aree deglacializzate. La posizione dei vari segnali glaciologici permetterà di valutare le variazioni della posizione della fronte del ghiacciaio dalla fine del XIX secolo fino ai giorni nostri. Questo viaggio itinerante inteso sia nello spazio che nel tempo porterà a scoprire angoli di natura selvaggia e luoghi dove i destini di uomini e montagne si incontrano; una chiave utile a testimoniare il cambiamento climatico in atto sull’arco alpino.

I cambiamenti climatici globali e i processi di deglaciazione alpina sono di estrema attualità. Tali fenomeni stanno infatti determinando conseguenze rilevanti in primo luogo sul territorio alpino, sulla sua stabilità idrogeologica, sul paesaggio e sulla fruibilità in sicurezza di aree a notevole vocazione turistica. Ma i ghiacciai alpini rappresentano una risorsa produttiva importantissima sia nel settore idrico che nel settore energetico per la produzione idroelettrica.

I dati scientifici dimostrano ormai senza alcun dubbio che, da circa 150 anni, con una sensibile accelerazione del fenomeno negli ultimi 20, è in atto un intenso regresso glaciale su tutta la catena alpina, che sta portando ad una vera e propria “disintegrazione” dei ghiacciai, con una fortissima riduzione o addirittura l’estinzione di quelli di minori dimensioni, con la frammentazione di quelli maggiori e con una rapida trasformazione del paesaggio dell’alta montagna.

L'itinerario

1

Come cambia il paesaggio

Nella foto del 1910 di Alfredo Corti, eccezionale alpinista, naturalista e fotografo valtellinese, possiamo apprezzare la mole del ghiacciaio del Ventina che ancora riempiva le morene laterali della Piccola Età Glaciale avvenuta fra il 1250 ed il 1850 circa.

2

Licheni ``Orologi Biologici``

Alcuni licheni che crescono sulle rocce possono comportarsi come veri e propri orologi biologici. Questi licheni colonizzano le superfici di recente esposizione e vi crescono lentamente in modo uniforme e lineare.

3

Ambiente alpino glaciale e periglaciale

La forma di accumulo glaciale più nota e più facilmente individuabile quando facciamo un’escursione è sicuramente la morena.

4

Ghiacciaio

Il grafico relativo all’andamento delle temperature presso Sils/Maria in Engadina mostra un inequivocabile incremento dei valori medi annui delle temperature a partire dalla seconda metà dell’800, con solo pochissime fasi in controtendenza.

5

Ambiente alpino glaciale e periglaciale

L’azione recente di un ghiacciaio sul territorio determina la formazione di numerose forme morfologiche destinate a mutare ed evolversi nel tempo.

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Approfondimento

I detriti rocciosi inglobati nel ghiaccio di fondo, schiacciati dal ghiacciaio soprastante, esercitano sulla roccia un’azione abrasiva che produce striature e solchi. Nella porzione sotto flusso della roccia montonata il rigelo dell’acqua sul fondo del ghiacciaio provoca l’asportazione di blocchi. La forma finale della roccia montonata spesso risulta quindi asimmetrica.

Il confronto fotografico del Ghiacciaio del Ventina evidenzia un drastico regresso negli ultimi 15 anni, tra il 2009 e il 2024, di oltre 350 metri.

Questo rappresenta un tasso di regresso allarmante di circa 30 metri all’anno, come mostrato visivamente nel passaggio da un paesaggio glaciale a uno prevalentemente roccioso.

⚠️

Attenzione

Il Sentiero Glaciologico è un percorso divulgativo che l’escursionista praticherà sotto la propria responsabilità, nella consapevolezza di trovarsi in un ambiente alpino con le insidie proprie dei percorsi di montagna per escursionisti esperti (scala di difficoltà EE). Il percorso è spesso impervio e infido, per la presenza di rocce e detriti sassosi, instabile e sconnesso. Il sentiero presuppone l’uso di adeguate calzature, preparazione fisica, esperienza escursionistica e abbigliamento consono alla quota, considerando che anche nelle giornate estive la presenza del ghiacciaio influisce sulla temperatura percepita. Termina molto prima della fronte del ghiacciaio, per il pericolo di crolli improvvisi e caduta di pietre.